In questo numero
Il fascicolo 2-2025 di L-JUS è pensato intorno a tre poli di interesse, il primo, di carattere politico-giuridico; il secondo, di conio bioetico; il terzo, di ispirazione teologico-politica.
Il Direttore di L-JUS affronta il tema relativo all’inquietante struttura politico-giuridica che l’Unione Europea ha assunto negli ultimi decenni. Il profondo deficit democratico dell’Unione ha determinato il formarsi di una struttura di governance ‘comitologica’, che rappresenta gli interessi dei soggetti economici e finanziari traenti enormi profitti dalle decisioni degli organi di governo europeo e non più le esigenze dei popoli europei, rappresentati dai parlamentari eletti democraticamente.
I temi bioetici sono trattati con rigore scientifico da Aldo Rocco Vitale, Giulia Bovassi e Marina Buffoni.
Il primo, docente di Filosofia del diritto presso l’Università Europea di Roma, delinea una teoria generale dei diritti alla fine della vita, discernendo, per un verso, tra quelli teoreticamente compatibili con il significato del diritto e la tutela piena della persona e, per un altro verso, le rivendicazioni giuridiche che, pur nella loro correttezza formale, appaiono gravemente improprie al fine di tutelare realmente i diritti umani e l’umano del diritto.
Giulia Bovassi, Associate Researcher, Cattedra Unesco in Bioetica e Diritti Umani presso l’Università Europea di Roma, affronta il delicato argomento di bioetica relativo alla disforia di genere nei minori, esponendo le principali criticità dell’approccio affermativo, alla luce delle evidenze scientifiche note in letteratura circa i danni a lungo termine della persona sottoposta a trattamento in età minore e, per contro, l’assenza di benefici apprezzabili scientificamente.
Marina Buffoni, Esperta di Intelligenza Artificiale e Consigliere presso l’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale, approfondisce sotto il profilo filosofico il mutamento di paradigma tra tecnica e diritto che si produce nell’ontologia del decidere quando si privilegia unilateralmente il calcolo algoritmico al discernimento umano.
Il terzo polo di interesse riguarda lo straordinario impegno per la pace in Europa che il Venerable Giorgio La Pira spese nel corso della sua mirabile esperienza di vita cristiana.
L-JUS pubblica in questo fascicolo la prima parte degli atti del Convegno tenutosi il 6 dicembre 2025 a Firenze nella Sala dell’Annunziazione della Basilica della SS. Annunziata, dal titolo “Disarmare le parole. Riflessioni storiche per la pace in Europa”.
Gli interventi al Convegno del professore don Francesco Vermigli, docente nella Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, dal titolo “Giustizia e Pace si baceranno” e dell’avvocato Antonio Casciano, del Centro Studi Rosario Livatino, bioeticista e dottore di ricerca in Etica e Filosofia politico-giuridica, dal titolo: “L’umanità in bilico sul ‘Crinale apocalittico’ della storia”. La profezia di Fatima e il ruolo della Russia sovietica nella visione storico-teologica di Giorgio La Pira, sono preceduti dal messaggio che Sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, ha inviato al prof. Francesco Farri, organizzatore del Convegno e a tutti i partecipanti all’evento.
Per i convegnisti le parole del Cardinale sono state di grande consolazione. Esse esprimono l’auspicio della ripresa di spazi di dialogo e di percorsi di pacificazione nell’attuale situazione storica, a partire dalla testimonianza di La Pira, «[…] che non ha perso la sua forza profetica». Il Convegno fiorentino, nel messaggio del Cardinale Parolin, deve costituire «[…] un servizio importante […] affinché l’Europa possa nuovamente imparare la sapienza del disarmo delle parole e – quanto lo desidero! – anche dei cuori».
Completano il fascicolo due recensioni, una, a cura del magistrato Giuseppe Marra, del volume di Ernesto Galli della Loggia “Una capitale per l’Italia. Per un racconto della Roma fascista”; l’altra, della dr.ssa Chiara Airoma, sulla nobile figura di Cicely Saunders (1918-2005), raccontata nel libro “Di cosa è fatta la speranza”, di Emmanuel Exitu.
Cicely Saunders, eccellente infermiera nell’assistenza dei feriti durante la Seconda guerra mondiale, costretta dall’infermità personale a rinunciare al ruolo di infermiera, intraprese l’ardua via dell’assistenza ai malati oncologici terminali, fondando nel 1967 il St. Christopher Hospice, dedicato a persone malate terminali di cancro o di altre malattie, ma anche di anziani e malati cronici costretti a letto, in una prospettiva ideale che coniuga il sollievo del dolore fisico e psicologico con l’assistenza spirituale.
Mauro Ronco